Software AG evidenzia i trend della Digital Disruption 2016

Software AG evidenzia i trend della Digital Disruption 2016

Software AG analizza le tecnologie emergenti e svela le principali tendenze, sottolineando l’importanza delle API, del comportamento dei consumatori e del “bimodal-IT”.

Navdeep Sidhu, senior director, Integration & API Management Product Marketing di Software AG
La trasformazione digitale non può avvenire rapidamente. Nel 2016, questo trend digitale proseguirà in quanto il comportamento dei consumatori guida il cambiamento e genera un punto interrogativo su ogni modello di business. Dal nostro punto di vista e in base alle nostre analisi, saranno 8 i trend a cui assisteremo durante l’anno.

Ogni cosa sarà ibrida - La complessità dell’adozione del cloud e la necessità di innovare sempre di più per costruire applicazioni digitali costringerà l’IT ad esplorare modalità cloud differenti. Le aziende cercheranno il cloud ibrido, l’integrazione ibrida e persino il cloud gestito. Le aziende si sposteranno dalle soluzioni puramente cloud a soluzioni ibride e, invece di concentrarsi solo su cloud pubblico e privato, porteranno l’IT ad esplorare sempre di più altri modelli per garantire flessibilità e controllo.

Swagger tornerà ad essere la specifica per le API - Il framework Swagger per le API sta diventando di fatto lo standard e nel tempo diventerà ampiamente la specifica più utilizzata per le API.

Le API consentiranno l’integrazione “Self-Service” - Immaginiamo un mondo dove tutto è una API e dove i propri dati sono immediatamente accessibili non solo a sé stessi, ma anche a chiunque lo desideri, come clienti, partner, fornitori, banche: come si riuscirà a gestire una tale complessità di accesso ai dati? Le API saranno in grado di gestirla e risolverla tramite processi self-service di on-boarding consentendone l’integrazione.

Il bimodale entra nel Mainstream - Gli utenti esterni avranno la possibilità di coesistere armonicamente con il team IT aziendale al fine di creare applicazioni e interfacce nuove per accelerare i processi innovativi dell’azienda. I diversi modelli di integrazione saranno gestiti dall’IT in modo da essere performanti.

L’integrazione sfrutterà il valore nascosto dei Big Data - Le aziende stanno adottando le piattaforme Hadoop per l’archiviazione dei dati, senza sfruttarne in modo completo il valore. La maggiore integrazione dei sistemi esistenti con le piattaforme Hadoop appena acquisite saranno in grado di portare alla luce il valore nascosto, permettendo ai Big Data di essere finalmente utilizzati per prendere decisioni intelligenti, al fine di migliorare il livello di soddisfazione del cliente.

Architettura basata su Microservizi - L’inserimento di architetture basate su microservizi eliminerà lentamente alla base le architetture monolitiche. Nell’accelerazione verso la trasformazione digitale, le aziende si renderanno conto che l’ostacolo più grande per arrivare ad un’innovazione più rapida è rappresentato dalla presenza di architetture monolitiche – e riscontreranno che la soluzione sarà adottare più facilmente “DevOps” basate su architetture a microservizi.

L’Internet of Things e la tecnologia MDM (Master Data Management) - Dando un significato più ampio alla sua definizione, Customer-360 sta ad indicare che la tecnologia MDM incorporerà e gestirà i dati provenienti dalle preferenze di acquisto dei clienti, collegandoli a processi di qualità standard MDM, come ad esempio selezione e congruenza. Sincronizzare e arricchire i dati anagrafici del cliente attraverso i dati generati dai sensori e dai dispositivi, diventerà un requisito sempre più comune per il processo di consolidamento del cliente attraverso la tecnologia MDM.

La tecnologia MDM sarà più intelligente - Le soluzioni MDM continueranno a supportare i dati di business semplificando le viste operative, creando interfacce maggiormente application-oriented, e integrando strumenti di business intelligence e “dash-board” in grado di evidenziare l’impatto della maggiore qualità dei dati sui processi di business.