La sicurezza degli endpoint per PMI, Soho e microimprese

La sicurezza degli endpoint per PMI e Soho

Assicurare adeguata protezione agli asset aziendali è oggi sempre più complesso, ci concentriamo sulla protezione dei client di rete e sui sistemi di tutela della privacy.
Parlare di security oggigiorno significa affacciarsi su un macro-mondo esteso e articolato, con differenti livelli di lettura e architetture che variano in funzione degli aspetti critici da proteggere, nonché dal numero di postazioni da proteggere.
In questo contesto vogliamo analizzare quanto è disponibile sul mercato per la protezione dei piccoli uffici, le microimprese e i professionisti. Si tratta di contesti dove non sono presenti figure IT specializzate, nella maggior parte dei casi, e dove i meccanismi di protezione devono giocoforza essere facili da gestire, installare e manutenere.

Nonostante l’ambito d’azione e la complessità delle scelte messe in campo per proteggersi, non vi è dubbio sulla reale “esplosione” delle minacce informatica nel corso degli ultimi 3- 5 anni.

Le società attive nel campo della cybersecurity e gli sviluppatori di software e apparati di sicurezza enfatizzano da tempo la crescita degli attacchi, sempre più complessi e difficili da mitigare. Secondo Trend Micro, il 2016 è stato l’anno in cui le minacce cyber hanno raggiunto il loro massimo storico e i ransomware e le truffe Business Email Compromise (BEC) sono stati gli strumenti più utilizzati dai cyber criminali per colpire le aziende. Il numero di famiglie ransomware in circolazione ha registrato una crescita del 752%, passando da 29 a 247 e il numero di ransomware che si è abbattuto su utenti, aziende e organizzazioni in tutto il mondo è stato di 1.078.091.703. A questo numero di minacce corrisponde una perdita complessiva di circa 1 miliardo USD.

La sicurezza degli endpoint per PMI, Soho e microimprese

Il nostro Paese è stato raggiunto dal 2,40% del ransomware di tutto il mondo. A livello EMEA l’Italia è la più colpita con un 9,62% e supera di gran lunga nazioni come Spagna (6,74%), Germania (6,47%), Francia (5,73%) e Regno Unito (3,47%).
Non solo, il numero di App maligne scaricate scende leggermente nell’ultimo trimestre, passando da 805.490 di Q3 a 793.046 di Q4, ma il totale dell’anno è 2.646.804, piazzando l’Italia tra i Paesi con il numero maggiore di app maligne scaricate

La statistica include le comunicazioni spam inviate dall’Italia nel 2016, un flusso che si è attestato a quota 22.550.991. Non solo, le visite a siti maligni sono state 21.790.390.
Il segmento finance e i sistemi di pagamento e controllo bancario sono tra quelli presi di mira con particolare ferocia da parte dei criminali. Nel 2016 sono stati 4.686 i malware di online banking che hanno colpito l’Italia. Aumentano ancora i malware diretti ai sistemi PoS che hanno colpito l’Italia. Nel 2015 erano 25, nel 2016 sono 68.
Rispetto al 2015 le vulnerabilità Apple sono aumentate del 145% mentre i bug Microsoft sono diminuiti del 47%, l’utilizzo di nuove vulnerabilità negli exploit kit è sceso di un 71%.

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