KESB 11: machine learning, difesa proattiva e tanta visibilità

KESB 11: machine learning, difesa proattiva e tanta visibilità

Kaspersky svela la nuova release della suite Endpoint Security for Business: protezione e visibilità estese, gestione delle vulnerabilità e machine learning.
Il pacchetto si propone come soluzioni efficiente e scalabile, dalle PMI all’enterprise, e fa della propria completezza un punto di forza per aiutare attivamente le imprese nella difesa dalle molteplici minacce che oggi possono mettere in crisi il business.

Per presentare la visione del brand, lo stato delle minacce online e le peculiarità del prodotto sono intervenuti Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab, Giampaolo Dedola, Security Researcher GReAT di Kaspersky Lab e Fabio Sammartino, Head of Pre-Sales di Kaspersky Lab.

KESB 11: machine learning, difesa proattiva e tanta visibilità

Come precisa Lehn, il 2017 è stato un anno intenso, ricco di attività che hanno richiesto un grande impegno di tutta la squadra Kaspersky. Il brand ha registrato forti consensi a livello worldwide e in Italia, con un fatturato di 700 mln USD e una crescita del 6% anno su anno. Nonostante la forte crescita, Kaspersky non dimentica le proprie radici di società vocata alla ricerca, che può contare su circa 4mila dipendenti a livello globale, di cui circa 1.800 legati a vario titolo al comporto R&D.
Lo scorso anno l’azienda ha celebrato i 20 anni di attività, un lungo periodo di crescita, che corrisponde anche a un ineguagliabile conoscenza del mondo della cyber-security. Esemplare traguardo di questa maturità professionale è la KSN, o Kaspersky Security Network, una rete di sicurezza che aggrega risultati e big data provenienti da oltre 100 mln di clienti. Dati che sono processati e rielaborati real time per continuare ad accrescere le capacità di protezione proattiva dei sistemi Kaspersky al servizio degli utenti.

Grazie all’esteso know-how in ambito security, la società vuole oggi slegarsi, almeno in parte, da una visione legata unicamente agli endpoint, per spostarsi progressivamente verso un approccio di protezione a 360°. Lo dimostrano le molte suite di sicurezza per i mercati verticali realizzate negli ultimi anni, nonché un approccio attivo al mondo delle connected cars, dell’industry 4.0 e IoT.

Ma non tragga in inganno questa diversificazione, gli endpoint rimangono il punto preferenziale di interazione e passaggio dei dati e, proprio per questo, devono essere protetti al meglio, come sottolinea la presentazione del nuovo KESB 11.
Kaspersky si mantiene attiva sul fronte delle relazioni con le forze di polizia internazionali. Continuano infatti le attività congiunte con Interpol ed Europol: gli esperti Kaspersky sono oggi tra i principali formatori in cyber-security della polizia e dei corpi speciali che studiano le attività dei cyber-criminali.

L’azienda è inoltre particolarmente attenta ai cambiamenti del mercato italiano. Kaspersky continua a occupare una posizione di rilievo per il business aziendale (50% di share, siamo al terzo posto dopo Germania e Francia). Tuttavia è possibile osservare un notevole cambiamento del mercato, anche in ambito consumer (che rimane per Kaspersky un segmento importante e strategico). Si vende meno in negozio e le grandi catene sono in sofferenza, crescono però le attivazioni POSA e le vendite online.
In questo senso si dimostra essenziale l’apporto del canale e dei partner. L’azienda sta cercando ancora nuovi partner e intende sviluppare un’architettura di canale ancora più verticale, per avvicinarsi a tematiche quali l’intelligence in ambito industry.

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