Stormshield: scegliere esperti in cybersecurity è cruciale

Stormshield: scegliere esperti in cybersecurity è cruciale

Sylvie Blondel, Human Resources Director di Stormshield, sottolinea come assumere personale della cybersecurity sia una sfida cruciale per le aziende. Identificare e attirare i candidati giusti è un impegno importante, che richiede soluzioni multiple e trasversali.

Qualifiche altamente specializzate e poco note che stanno cambiando a ritmi sempre più elevati
Oggi assistiamo a una carente consapevolezza delle carriere in ambito digitale sia tra gli studenti, sia tra i genitori, come tra gli insegnanti e i consulenti del lavoro. L’immagine del “geek” o “nerd” è oggetto di cliché talmente radicati nella nostra società da essere difficili da rimuovere o rivalutare, nonostante le numerose iniziative volte ad incrementare la notorietà delle carriere nel digitale, presentate con un’immagine totalmente differente. Sempre più spesso ad esempio, si fa in modo di far avvicinare i bambini alle tecnologie digitali sin dalla tenera età, invitandoli poi a programmare applicazioni già durante l’età adolescenziale. È davvero essenziale iniziare ad accrescere l’interesse verso queste occupazioni, rendendole più concrete e specifiche e infine incoraggiare le persone a candidarsi per tali opportunità lavorative.

Elevare il profilo di carriere gratificanti che richiedono un’ampia varietà di competenze
Riguardo a questo punto in particolare, bisogna ammettere che non ci si sta impegnando a sufficienza. Invece risulta di vitale importanza operare un dovuto approfondimento conoscitivo migliore per evitare che eventuali studenti e i datori di lavoro stessi si concentrino solo sugli aspetti puramente tecnici. In effetti, una carriera nel mondo della cybersecurity non dovrebbe essere riservata esclusivamente ad una ristretta cerchia di persone. Al contrario, è importante per le aziende poter attingere a numerosi profili complementari, in grado di svolgere un ruolo decisivo nello sviluppo, nella creazione e nella commercializzazione di innovazioni che consentano di creare un cyberspazio sicuro e affidabile. Queste carriere sono creative, collaborative e davvero significative. Lavorare nella sicurezza informatica significa proteggere infrastrutture, organizzazioni e persone. Questa dovrebbe essere una motivazione chiave per la scelta di una simile occupazione.

Collaborare con scuole, università e istituti di formazione
Oltre a sviluppare e commercializzare i rispettivi prodotti e soluzioni, i diversi attori del mondo della cybersecurity devono anche prepararsi per il futuro stringendo partnership con professionisti della formazione, per poter proporre corsi attraverso cui formare su larga scala futuri potenziali candidati. Collaborare con scuole, università e istituti di formazione è di fondamentale importanza per poter cambiare l’attuale situazione e garantire che ai temi relativi alla sicurezza IT sia assegnata una rilevanza centrale all’interno dei programmi scolastici. In Francia ad esempio le autorità pubbliche sembrano aver preso coscienza di questa esigenza di formazione, introducendo a partire dal 2020 il diploma di insegnamento IT della scuola secondaria e menzionando l’intenzione di aggiungere ore di programmazione ai programmi scolastici. Queste sono buone iniziative, ma sono ancora insufficienti.

La femminilizzazione dell’industria digitale
Nonostante il problema legato all’offerta formativa, da diversi anni assistiamo con entusiasmo all’incremento della quota rosa nell’industria digitale. Seppur in quota modesta, grazie a questo trend beneficiamo dell’influenza di personale femminile altamente motivato in molteplici ambiti professionali a qualsiasi livello organizzativo. Portando con sé una nuova visione e un nuovo approccio al mondo della sicurezza informatica, le donne hanno indubbiamente un ruolo strategico da svolgere in questo settore. Per trasformare una tendenza in una solida realtà è necessario continuare a guardare oltre gli stereotipi, incrementare la consapevolezza delle giovani donne rispetto alle professioni digitali, soprattutto quando ricevono informazioni da parte dei consulenti del lavoro, che dovrebbero essere in grado di trasmettere l’immagine di un’industria diversificata e accogliente, priva di pregiudizi. Le donne possono avere successo e realizzarsi nell’industria digitale: è necessario far sì che lo sappiano.

Conclusioni
Formare e poi assumere personale qualificato nel settore IT rappresenta oggi una sfida ardua per le società, destinata ad acuirsi nei prossimi anni. Ci confrontiamo già oggi con una perniciosa carenza di candidati. In un momento in cui la trasformazione digitale è ben avviata e le aziende di tutti i settori cercano in tutti i modi di reclutare i talenti di cui hanno bisogno per sostenere i loro cambiamenti, tale penuria di personale competente non fa che incrementare quotidianamente la superficie di attacco di organizzazioni e infrastrutture. La tutela può essere garantita solo adottando strumenti e soluzioni affidabili: implementare buone strategie di sicurezza informatica presso le organizzazioni pubbliche e private è una priorità che richiede il coinvolgimento di numerosi esperti perché abbia successo. Non possiamo quindi limitarci ad accettare lo status quo, perché le condizioni per il nostro successo futuro si costruiscono qui e ora. La portata della carenza di professionisti del digitale coinvolge l’intero ecosistema e sarebbe un errore limitarsi a un approccio meramente educativo alla risoluzione di un problema che va invece affrontato a 360 gradi, altrimenti non ne usciremo.