Dallara e Lenovo, l’HPC al servizio del motorsport

Dallara e Lenovo, l’HPC al servizio del motorsport

Lenovo Professional Services e due partner locali hanno sviluppato il nuovo cluster NeXtScale con nodi Lenovo nx360 M5 per accelerare le attività in Dallara.

Quando si parla di Dallara, anche chi non è avvezzo al mondo del motorsport riconosce questa eccellenza italiana, un marchio di primo piano nel settore automotive, legato soprattutto alle discipline sportive a quattro ruote.
L’azienda vanta infatti una lunga scia di successi nelle più diverse categorie: Dallara è costruttore unico di vetture per i campionati Indycar, IndyLight, Formula 2, GP3, Super Formula; realizza vetture per gare di durata come la 24 ore di Le Mans o la 24 ore di Daytona e telai per vetture a motore elettrico come la Formula E.

Dallara e Lenovo, l’HPC al servizio del motorsport

Già solo con queste credenziali risulta facile comprendere la complessità tecnologica di una simile realtà industriale, che ha mantenuto un approccio “quasi artigianale”, almeno come visione e valori fondanti.
L’azienda è oggi una delle più importanti specializzate nella progettazione, sviluppo e produzione di vetture da competizione e ad alte prestazioni. Tra le competenze chiave c’è la progettazione, con particolare attenzione ai materiali compositi in fibra di carbonio e la grande attenzione per l’aerodinamica. Forme e soluzioni sono studiate tramite la galleria del vento e la fluidodinamica computazionale.
Grazie al simulatore di guida e ai banchi prova, Dallara è inoltre in grado di ottimizzare la dinamica del veicolo.

Dallara e Lenovo, l’HPC al servizio del motorsport

Forte di un expertise unica e di laboratori all’avanguardia, l’azienda fornisce consulenze specialistiche e assistenza professionale a costruttori e squadre corse. Non solo, ingegneri e tecnici supportano le più note case automobilistiche a sviluppare le proprie vetture da competizione e stradali. Tra questi: Alfa Romeo, Audi, Bugatti, Ferrari, KTM, Lamborghini, Maserati, Renault e Porsche.

Durante l’incontro con la stampa, ideato per presentare le innovative soluzioni Dallara e lo sviluppo della collaborazione con Lenovo, abbiamo incontrato un’icona assoluta del motorsport, l’Ing. Giampaolo Dallara, fondatore e presidente di Dallara.

Nelle sue parole, tutta l’emozione di chi vive ogni giorno guardando al domani e crede fermamente nelle proprie idee.

Dallara e Lenovo, l’HPC al servizio del motorsport

Ing. Giampaolo Dallara
Quando abbiamo cominciato, gran parte del lavoro di progettazione si svolgeva in studio, ma a stretto contatto con la fonderia, avvalendosi del “super meccanico”, una figura versatile e altamente specializzata. Una volta modellato il primo campione si generavano i modelli di partenza, seguendo un’attività “veramente artigianale”. Ogni pezzo era un pezzo unico!
Con l’arrivo delle prime macchine a controllo numerico abbiamo cominciato il processo di trasformazione della fabbrica, ma c’era ancora una sorta di diffidenza verso i nuovi macchinari. Inizialmente si progettavano direttamente solo poche parti della vettura, sfruttando le capacità dei modellisti. Molte parti venivano eseguite “in opera”, dato che risultava molto complessa una riproduzione con le macchine di allora.
Mi ricordo l’avvento del CAD e del disegno bidimensionale, strumenti che ci hanno permesso di ridurre notevolmente il tempo per la progettazione e ci hanno conferito una superiore capacità di sviluppo.
L’avvento del 3D e del simulatore ha rappresentato la naturale evoluzione del processo di rinnovamento della Dallara. Capisco e convivo con questi strumenti, so che non se ne può fare a meno, ma dove andremo a finire di questo passo?
La scelta di installare un supercomputer ci proietta nel futuro. Si tratta di un enorme passo in avanti, che ci permette di ridurre drasticamente i tempi di lavoro e ci ha evitato di sviluppare una ulteriore galleria del vento.

Dai libri di meccanica all’HPC: l’evoluzione della Dallara, raccontata dal fondatore, ancora oggi emozionato e vibrante quando parla delle sue creazioni, ci ha profondamente colpito.

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