Wi-Fi 6: intervista al Country Manager Netgear, Ivan Tonon

Wi-Fi 6: intervista al Country Manager Netgear, Ivan Tonon

Ivan Tonon, Country Manager Italy, ci ospita presso la demo room milanese di Netgear per illustrare le novità tecnologiche e di prodotto legate all’introduzione di Wi-Fi 6.
Tonon, che ricopre il nuovo ruolo dal Q4 2018, sottolinea l’attenzione di Netgear per le nuove tecnologie e la volontà di essere “pionieri” nel portare soluzioni innovative sia all’utenza consumer, sia al mondo dei professionisti e delle PMI. Proprio questi due mondi costituiscono, 50% ciascuno, il core business della società, con importanti riscontri sia nel retail, sia lato canale.

Wi-Fi 6: intervista al Country Manager Netgear, Ivan Tonon

Nonostante un andamento, in termini di volumi e fatturato, decisamente positivo, Tonon ha scelto di soffermarsi sui cambiamenti di mercato in atto. Per anni, infatti, l’azienda è stata leader nel settore dei modem-router ADSL, un settore che si sta riducendo in modo evidente, per via della concorrenza diretta degli operatori telefonici e dei piani di noleggio/affitto dei router abbinati alla nuova linea (ADSL/xDSL).

Consapevole di questo cambiamento in atto, Netgear ha da tempo amplia la propria gamma di prodotti, in ambito PMI e home e offre soluzioni evolute per la connettività estesa, reti mesh, range extender, switch e molto altro.

Tema della nostra chiacchierata è l’avvento del nuovo standard Wi-Fi 6 (la sigla sostituisce le precedenti e più complesse 802.11). Così come confermato dalla Wi-Fi Alliance, anche le precedenti architetture subiranno un cambio di nomenclatura. In questo modo, l’802.11ax è denominato Wi-Fi 6, i precedenti “802.11ac” e “n” saranno indicato come Wi-Fi 5 e Wi-Fi 4, rispettivamente. Gli ormai obsoleti apparati a/b/g saranno indirizzati con il nome Wi-Fi 3.

Wi-Fi 6: intervista al Country Manager Netgear, Ivan Tonon

Di sicuro, questo tipo di definizioni aiuteranno l’end user a districarsi tra le molteplici sigle che affollano manuale, data sheet e le scatole dei prodotti a scaffale.
Come per Wi-Fi 5, anche il nuovo standard opera in modalità dual-band (channel bandwidth tra 40 MHz e 160 MHz) e su frequenze di 2,4 GHz e 5 GHz. Taluni prodotti beneficeranno di un supporto tri-band con una seconda banda a 5 GHz per abilitare comunicazioni tra device ancora più veloci (fino a 9,6 Gbps) e stream multipli.

Ma quali sono i vantaggi di Wi-Fi 6?
Secondo i dati d’etichetta, il sistema può raggiungere prestazioni sino a 4 volte superiore gli attuali Wi-Fi 5, offrendo sino a 12 stream contemporanei e un throughput fino al 40% superiore.
Ma i vantaggi di questo nuovo standard non sono da ricercarsi nella velocità pura. Wi-Fi 6 significa infatti maggiore “capacità” ossia la possibilità di gestire device multipli senza un evidente decadimento della banda disponibile per ciascuno dispositivo. Grazie al supporto Orthogonal Frequency Division Multiple Access (OFDMA) esteso è garantita la gestione di decine di client, con una capacità reale 4x rispetto a wireless AC.

Wi-Fi 6: intervista al Country Manager Netgear, Ivan Tonon

Questa specifica risponde ad esigenze pratiche: in una casa o in un ufficio non è ormai infrequente trovare oltre 20 o 30 dispositivi connessi via Wi-Fi. Questo numero può ulteriormente aumentare se stiamo parlando di case domotiche e sistemi di videosorveglianza. La vera differenza di Wi-Fi 6 è infatti ravvisabile in ambienti altamente affollati e, laddove Wi-Fi 5 registra un calo di prestazioni, si ottiene invece una copertura e una stabilità di segnala nettamente superiore.
In questo modo è dunque possibile gestire al meglio stream bidirezionali (telecamere HD, video 8K, gaming, cloud).

Tra le novità, la capacità di gestire una massima modulazione della sottoportante (Highest subcarrier modulation) sino a 1.024 QAM, Quadrature Amplitude Modulation Mode (ben oltre i 256 QAM dello standard AC).
Il sistema migliora ulteriormente l’architettura di “Transmit beamforming”, per raggiungere con puntualità i dispositivi che fanno maggior uso di banda.
In aggiunta, grazie al supporto MU-MIMO avanzato, Wi-Fi 6 può gestire in modo efficiente flussi bidirezionali. Questo, in abbinamento alla funzionalità “Target wake time” (TWT), consente all’intero ecosistema di avviare la trasmissione quando serve, ottimizzando i flussi e, conseguentemente, la batteria dei dispositivi connessi (tablet, smartphone, notebook).

Wi-Fi 6 sarà ratificato ufficialmente entro l’estate ma già oggi esistono previsioni di diffusione di nuovi prodotti; non di meno, sono già presenti sul mercato device già pienamente compatibili.

Wi-Fi 6: intervista al Country Manager Netgear, Ivan Tonon

Per assicurare la disponibilità di un ecosistema completo entro l’anno, Netgear ha già presentato (li abbiamo visti nella demo room dedicata) i versatili router di fascia consumer Nighthawk AX4, AX8, AX12 e la versione tri-band AX12.
Come sottolineato da Tonon, si tratta dei primi prodotti Wi-Fi 6 della lineup, ma non tarderanno ad arrivare versioni per il mondo home e PMI, include varianti Orbi ad hoc. Per favorire il ricambio generazione con i router delle precedenti generazioni, Netgear propone i nuovi dispositivi a prezzi concorrenziali e sensibilmente più bassi rispetto alle controparti AC al momento del lancio.


Ogni volta che un nuovo standard varca la soglia dei laboratori di test e degli organi di certificazione assistiamo ciclicamente a un lento periodo di diffusione sul mercato
. Wi-Fi 6 promette interessanti migliorie rispetto al passato: probabilmente, in questo caso, la distribuzione capillare nelle case e negli uffici non tarderà molto (come anticipato, il mercato attualmente richiede soluzioni a maggiore capacità e Wi-Fi 6 va esattamente in quella direzione).