Praim aiuta Ghidini Pietro Bosco nella trasformazione digitale

Praim aiuta Ghidini Pietro Bosco nella trasformazione digitale

Per avviare il processo di trasformazione digitale e virtualizzazione, l’azienda bresciana ha deciso di rivolgersi a Praim, ai suoi Thin Client e alla console ThinMan.
Fin dalla sua fondazione avvenuta nel 1929, Ghidini Pietro Bosco SPA si inserisce nell'operosa tradizione artigianale e industriale che caratterizza la Val Trompia, strutturando da subito il proprio laboratorio interno di ricerca, l’Ufficio Esperienze Ghidini, per lo sviluppo di nuovi prodotti e la definizione delle più appropriate tecnologie di produzione. Dal 1950 l’azienda ha creato nuovi stabilimenti e introdotto un costante processo di innovazione tecnologica, mentre dagli anni Ottanta sono iniziate le collaborazioni con designer esterni qualificati.

Ghidini Pietro Bosco è inoltre suddivisa in due sedi: l’headquarter a Brozzo di Marcheno, dove risiedono gli uffici, il magazzino e lo stabilimento produttivo, e una sede distaccata a Ponte Caffaro per la produzione di maniglie in alluminio. La maggior parte degli applicativi sono installati negli endpoint ad eccezione di alcuni che vengono, invece, erogati dai server installati presso l’headquarter. Entrambe le sedi sono collegate in MPLS e ridondate in radio per garantire la continuità di servizio.

La sfida principale dell’azienda era quella di cercare una soluzione che sostituisse il parco macchine utilizzato, permettesse una virtualizzazione dello scenario e un ripristino quasi istantaneo, in caso di emergenza.
Il progetto è iniziato nel Reparto Pulitura e Smerigliatura accanto alla Fonderia, nello stabilimento di Brozzo di Marcheno, dove sono installate diverse isole robotizzate Kawasaki e dove ciascun robot è comandato da una console dedicata attraverso cui vengono programmati, eseguiti, salvati o aggiornati i vari programmi. Il salvataggio e caricamento dei programmi di ciascun robot avveniva su floppy disk attraverso un vecchio notebook ThinkPad con Windows 98 collegato tramite cavo seriale alla console dell’isola robotizzata. L’obiettivo era sostituire il ThinkPad con una soluzione virtualizzata dove l’operatore potesse creare, caricare o salvare i programmi Kawasaki nella SAN aziendale, anziché nei floppy locali, ed eseguire il programma Kawasaki da remoto.

Ghidini Pietro Bosco era quindi alla ricerca di una soluzione affidabile e robusta che occupasse poco spazio e che potesse essere reinstallata in tempi brevissimi in caso di guasto accidentale. Il device doveva, inoltre, disporre di una porta COM nativa con driver Windows Embedded per poter gestire i driver Kawasaki e il relativo programma di controllo.

Jacopo Bruni, Marketing Manager di Praim
Siamo felici che l’azienda abbia scelto la nostra serie Praim Neutrino con Windows IoT Embedded, i cui device sono collegati alla SAN aziendale dove risiedono i programmi Kawasaki che l’operatore può salvare e richiamare per le fasi di lavorazione Il nostro Neutrino è stato ritenuto un ottimo dispositivo in termini di rapporto prezzo/qualità, pur apprezzando la compatibilità con Windows IoT Embedded e con gli altri software in uso nello stabilimento.

Ghidini ha implementato anche la console di gestione centralizzata ThinMan di Praim, in versione Platinum, utilizzando le funzionalità di raggruppamento delle postazioni, di pianificazione, l’assistenza remota e l’installazione di eventuali HotFix. Il tutto è stato implementato in meno di due settimane, consentendo un sensibile miglioramento nella gestione dell’infrastruttura rispetto al passato, quando si doveva gestire un sistema Windows 98 su hardware obsoleto e fuori produzione.

Matia Zanella, Senior IT Manager di Ghidini Pietro Bosco.
L’obiettivo che ci siamo posti entro la fine del 2019 è la virtualizzazione dei due stabilimenti produttivi a Brozzo di Marcheno e Ponte Caffaro. La mia visione di virtualizzazione degli stabilimenti include anche la programmazione di avvio e spegnimento dei device in modo da ottimizzare non solo i consumi energetici, ma anche il lavoro del personale, che non deve prendersi l’onere di avviare e spegnere gli endpoint all’inizio e al termine del turno di lavoro.