Wearable industriali, intervista a Luciano Magiar di Proglove

Wearable industriali, intervista a Luciano Magiar di Proglove

Luciano Magiar, country manager di Proglove per l’Italia, ci racconta le novità del brand e traccia la rotta per la crescita dell’azienda nel 2020 e oltre.

- Come si posiziona Proglove, oggi, sul mercato italiano e globale?
Stiamo approcciando il mercato italiano con la certezza di poter fare la differenza per molte aziende che utilizzano la scansione dei codici a barre. Siamo specializzati nel settore dei wearable industriali e offriamo una gamma di prodotti con un approccio Plug&Play. I nostri prodotti possono diminuire i tempi di scansione fino al 50%, ridurre gli errori di prelievo fino al 33% e migliorare le condizioni di lavoro permettendo in media, di sollevare fino a 1,5 tonnellate di peso in meno per ogni turno. Ecco perché attualmente stiamo crescendo ad un tasso del 100%. Per estendere ulteriormente la nostra presenza in Italia, stiamo seguendo un approccio di vendita indiretta e accogliamo partner che vogliono posizionarsi come motori di innovazione.

Wearable industriali, intervista a Luciano Magiar di Proglove

- Quale segmento reputate maggiormente strategico in ottica di sviluppo del Vostro business? Perché?
In generale, i settori più strategici per ProGlove sono quelli in cui viene eseguita una grande quantità di scansioni di codici a barre. Attualmente, il nostro fatturato deriva in dimensioni più o meno uguali dal settore manifatturiero, della logistica, dalla vendita al dettaglio e dal commercio elettronico. La sanità e i prodotti farmaceutici sono altri due settori che teniamo d'occhio. Nella nostra esperienza, le aziende utilizzano tipicamente la scansione dei codici a barre come mezzo per confermare gli ordini di lavoro, documentare le fasi del processo o perché hanno bisogno di soddisfare i requisiti di tracciabilità.

- Qual è la mission di Proglove e quali sono i Vostri focus e le strategie di sviluppo per il 2020?
La nostra missione è potenziare il lavoro dell’uomo e fornire strumenti che rendano più intelligenti sia i processi che la forza lavoro. Nel 2020 ci concentreremo sul magazzino intelligente e siamo estremamente entusiasti di una nuova serie di prodotti a livello sia software che hardware che lanceremo.

- L’industry 4.0 necessita di device e piattaforme smart, cosa proponete ai Vs. clienti?
Il nostro obiettivo è collegare la forza lavoro umana all'Internet degli oggetti industriali. Questo è ciò che ci distingue dalla maggior parte degli altri competitor che cercano invece il modo di collegare due macchine. I nostri guanti intelligenti forniscono il giusto supporto che consente ai lavoratori di essere più efficienti, di ridurre gli errori e fornisce loro strumenti ergonomici che facilitano l’adempimento delle mansioni. Rendendo i processi più intelligenti e consentendo una collaborazione uomo-macchina intelligente, consentiamo anche una significativa riduzione dei costi.

Wearable industriali, intervista a Luciano Magiar di Proglove

- Tecnologie moderne e fattore umano, come coniugate questo binomio?
Crediamo che il fattore umano sia un must, non un forse. La nostra tecnologia posiziona l’uomo al centro, questo approccio è indispensabile secondo ProGlove nel prossimo futuro. Un elemento chiave della nostra missione è la convinzione che i dati debbano essere trasferiti all’uomo, non viceversa. Questi approcci decentralizzati ai dati genereranno, a nostro avviso, un incremento nella disponibilità di oggetti da indossare - tra cui guanti intelligenti, display indossabili e altro ancora.

- Trasformazione digitale, che richieste ricevete tipicamente delle imprese? Quali sono le criticità e le problematiche più diffuse che riscontrate presso i clienti?
Le aziende sono alla ricerca di soluzioni che permettano loro di ottenere vantaggi competitivi. Tuttavia, ciò che attualmente manca alla maggior parte degli attori del settore è una proposta tangibile che abbia un impatto immediato sull'attività del cliente. Molti casi aziendali non sono abbastanza chiari e lasciano il cliente a domandarsi se vedrà mai un ROI.